Un giornalista appassionato ci spiega tutto…

C’è anche la Andorra 500, che in un certo senso ha aperto la strada nell’originale “istigazione” di Cyril Despres, ma quella di cui trattiamo oggi è una quint’essenza che, sono sicuro, avevamo tutti in testa ma non ci riusciva di materializzare. Una volta, alle Antille, ho visto un tipo scorrazzare con una R45 targata Livorno, figurati, unica moto ad Antigua arrivata chissà come. Ma che invidia! E alle Canarie ci sono andato in barca a vela, ma mai e poi mai avrei pensato di poterci andare in moto. E invece qualcun altro l’ha pensato per me, e così finalmente potrò realizzare, insieme ad altri che la pensano allo stesso modo, un desiderio addirittura… inespresso.

Ecco a battesimo Queens’ Cavalcade, Raid-Regolarità progettato e ambientato alle Isole Canarie, per Motociclisti only. Cinque giorni fuori dal Mediterraneo, in un certo senso fuori dal tempo e, beh, fuori dalle scatole perché è un diritto che tutti dovrebbero difendere, in sella alla propria, prediletta Moto classica, davvero vintage, oppure almeno bicilindrica. L’obiettivo è un Viaggio-Raid in style, saltando da un’Isola all’altra del meraviglioso arcipelago atlantico facendo il pieno dell’anima 24 ore al giorno per 5 giorni.

Tecnicamente è una prova di “regolarità classica”, suddivisa in cinque tappe, che getta un ponte sulle perle più grandi dell’Arcipelago che sta di fronte al Sahara, Tenerife, Gran Canaria e Fuerteventura. In tutto, 900 chilometri, 19 controlli orari e 4 prove selettive, basate sulla media oraria e per lo più divertenti, impegnative “il giusto”. Percorsi su strade aperte al traffico, dunque nel pieno rispetto delle regole, e comunque medie di percorrenza che non superano i 50 all’ora, classifica di giornata e finale, e Trofeo-Scultura, opera d’autore di Alfredo Sasso, per il vincitore.

Ma succede che non tutti, io per esempio sono uno di quelli, vivono per confrontarsi con il cronometro e con una selezione di tipo agonistico, e per questi c’è la formula del Raid turistico, che è la stessa cosa ma perde la voce regolarità, lasciando ancora più liberi i piloti di accordare la propria media di marcia su fattori contemplativi diversi, e quindi su un regime più personale e “interiore”.

La cosa più sottilmente importante, a mio avviso, è il fatto che per una volta, finalmente, potremo rendere i milioni di piaceri che la nostra moto ci ha fatto, offrendole un viaggio epico che “da sola” non avrebbe mai potuto affrontare. Per questo la imbarcheremo con le “colleghe” sul bastimento allestito a cura degli organizzatori, e la recupereremo sulle spiagge di Tenerife, pronta per la “Cavalcata delle Regine”.

Pochi fatti preliminari da conoscere, al momento. Il primo è che l’evento inventato da Duck Motor Club avrà luogo dal 13 al 18 ottobre (24° centigradi è la temperatura media, alle Canarie, in quella stagione), il secondo che alla Queens’ Cavalcade potranno partecipare al massimo cento moto in tre categorie. Vintage Queen per moto costruite fino al 1964, Classic Queen per moto bicilindriche costruite fine al 1986, Twin Queen per bicilindriche costruite a partire dal 1987. Il terzo fatto è che sebbene l’Organizzazione si appoggi su un’entità di origine “Hispanica”, le menti della Queens’ Cavalcade sono Forged in Italy, cresciute negli ambienti della nostra stessa passione e, lo scopriremo, piuttosto conosciute. Ultimo preliminare, oltre al sito web dove c’è tutto, www.queenscavalcade.com, un paio di indirizzi, patrizia.ragni@queenscavalcade.com e valerio.barsella@queenscavalcade.com, che rispondono, naturalmente e più familiarmente, in italiano.

Avanti le Regine!

Piero Batini (per MOTO.IT)

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