Il successo sta nello spirito

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Gli organizzatori, hanno scacciato d’un tratto, tutta la fatica accumulata durante le ultime settimane e lo stress dei giorni della Queens’ Cavalcade. E’ bastato ascoltare le parole entusuastiche dei partecipanti ed i giudizi lusinghieri della stampa. Sorrisi, abbracci e promesse hanno riempito il salone della cerimonia di chiusura di questa prima edizione. La prima, appunto, dal momento che proprio in quella bella serata, gli organizzatori hanno annunciato che nel mese di settembre del prossimo anno, la Queens’ Cavalcade celebrerà la sua seconda edizione in Italia. Niente di ufficiale, ancora, ma sembra che l’intenzione sia quella di fare attraversare dai partecipanti, le piazze più famose, attraverso strade leggendarie. Ma un’altra promessa è stata fatta: nel 2018 la Cavalcade tornerà alle Canarie, per scoprire attraverso un percorso tutto nuovo, altre meraviglie di questo stupendo arcipelago.

 

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Ma intanto vale la pena di rivivere Queens’ Cavalcade Canarias 2016.

Alla fine sono 73 le moto iscritte. 36 nella sezione Regolarità, 37 in quella Turismo. Quindici moto si presentano al via con conduttore e passeggero, per un totale di 88 partecipanti. Ad essi si aggiungono 6 accompagnatori e 26 persone dell’organizzazione. In totale la carovana coinvolgeva 120 persone provenienti da 8 paesi europei oltre a Stati Uniti d’America e Marocco.

 

Al mattino del 14 ottobre, parte la prima tappa che da Santa Cruz de Tenerife conduce a Santiago del Teide per poi rientrare a Santa Cruz. Sulle splendide ma impegnative strade del Teide e di Masca, è, a sorpresa, una signora ad imporsi su tutti i baldanzosi piloti maschi. Gloria Escobar Perez, in sella alla sua splendida Honda 175 del 1974 regola la concorrenza. Nel gruppo B riservato a moto attuali, la spunta Borja Naranjo Guerra alla guida di una Royal Enfield Classic, a dimostrazione che la maneggevolezza ha avuto ragione sulla potenza.

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Il giorno seguente, di buon ora si traghetta da Tenerife a Gran Canaria. Il panorama cambia, ma le strade continuano ad impegnare nella guida. Da Agaete si raggiunge la Cruz de Tejeda per poi scendere a Las Palmas, dove a tagliare per primi il traguardo, sono tra le classiche, Paolo Guercini con la sua BMW R90S del 1977, mentre Piero Batini con la sua Harley-Davidson, regola il gruppo delle moderne.

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Terza tappa, ancora sulle strade di Gran Canaria, ma stavolta il tracciato è meno tormentato, più scorrevole. Ne approfitta Ronni Giarelli, che regala alla Royal Enfield la seconda vittoria di giornata. Tra le classiche, ancora una BMW, la R100 dell’84 di Stefano Sala, precede Fernando Jimenez.

 

L’ultima tappa, accoglie i partecipanti sulle strade di Fuerteventura. Ancora una volta il paesaggio cambia, e tra l’attraversamento di dune di sabbia bianca e le panoramiche quanto veloci strade dell’entroterra, la compagnia festeggia l’ultimo traguardo, tra coppe di champagne e improvvisati balli multietnici.

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Stefano Sala e Ronni Giarelli bissano la vittoria del giorno precedente. C’è in ballo l’assegnazione del Queens Trophy e i due se lo contendono cavallerescamente fino all’ultimo controllo orario.

 

Sarà Stefano Sala, con un brillante passato da endurista, ad aggiudicarsi la ambitissima statuetta di bronzo, grazie anche al coefficiente applicato alle prestazioni, che avvantaggia le moto più anziane.

 

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Stefano Sala vincitore della Queens’ Cavalcade 2016 Isole Canarie

 

Secondo Assoluto Rooni Giarelli autentico outsider della gara con la sua Royal Enfield 500, terzo Alvaro Trujillo che ha portato sul podio la sua splendida BMW R60/2 del 1966, seguito da Paolo Guercini e dall’ammirevole Manuel Sosa Hernandez che ha saputo dominare una mastodontica Indian Chief Vintage.

Seguitissimo Gaio Giannelli, affermato chef italiano, che si è presentato al via in sella ad una fantastica Ducati del 1983, ampiamente rivisitata, ma assai scomoda e soprattutto priva di rodaggio e messa a punto. Tra molte peripezie è riuscito a concludere con un onorevolissimo ottavo posto assoluto, quinto tra le vintage.

 

La coppia italo-spagnola formata da Cristobal Ramirez e Paolo Guercini si è aggiudicata la vittoria tra le squadre.

 

Ma su tutto e tutti, la vittoria vera è andata allo spirito cameratesco che si è respirato lungo tutta la durata dell’evento. “La cosa che più di tutto ha premiato il nostro impegno, ha detto Daniele Papi commentando la serata conclusiva, è stato questo bellissimo spirito di complicità che ha coinvolto tutti; cinque giorni fa, si sono riunite decine di sconosciuti, stasera ritrovo, alla fine, un gruppo di amici”.

 

Arrivederci alla prossima edizione, quando Stefano Sala rimetterà in palio il trofeo conquistato in terra di Spagna.

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